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San Fratello e i suoi coltelli tipici

San Fratello è una storica cittadina della provincia di Messina. Posta sui Monti Nebrodi, a circa 640 metri sul livello del mare, ha origini antichissime; deve il proprio nome ai tre Santi fratelli, Alfio, Filadelfio e Cirino, martirizzati nel 312 d.C. San Fratello è conosciuta anche per il tradizionale ed antichissimo rito della Settimana Santa dei “Giudei”, per i cavalli, la cui razza si colloca come la più antica in Sicilia e poi per l’esclusivo dialetto gallo-italico, una vera e propria lingua indipendente da quello che è il dialetto tradizionale parlato in Sicilia. Arriviamo così ai coltelli: infatti San Fratello è altresì nota per il coltello tipico che porta il suo nome…Quello "Sanfratellano", era il coltello posseduto dalla totalità della popolazione dello stesso paese ed utilizzato per qualsiasi tipo di uso, ma per lo più era il coltello adoperato dai pastori, non solo del paese stesso ma di un po’ tutta la zona, che a volte erano disposti a percorrere anche moltissimi chilometri pur di  avere in tasca uno di questi rinomati coltelli, infatti, con esso il pastore poteva macellare le sue bestie, curarle, nutrirsi, difendersi, offendere e nelle lunghe giornate di solitudine con il proprio gregge, si prestava a strumento per intarsiare dei pezzi di legno che nelle mani abili del pastore assumevano la forma di vere e proprie opere d’arte…come in altri coltelli proveniente dallo stesso ceppo “contadino” anche quello “Sanfratellano” ha una lama a forma di foglia di ulivo e il manico in corno; tuttavia non mancano esemplari con l’impugnatura in rame o in qualche caso in alluminio.

Le parti metalliche che compongono il coltello vengono forgiate a mano ed in particolare la lama e la molla in acciaio al carbonio; le parti metalliche del manico sono invece realizzate in ferro (caratteristica principale è che le due parti del manico vengono forgiate in un singolo pezzo, una parte verrà lucidata mentre nell’altra sarà montato il corno). La forma del manico è lineare, eccezion fatta per uno sfaso verso l’esterno in prossimità del calcagno; l’ampiezza, o meglio la forma, di questo svaso non ha connotati precisi ed è lasciata (qui sta la particolarità del “Sanfratellano”) al gusto estetico dell’artigiano stesso.

Purtroppo, nonostante il coltello Sanfratellano, come già detto, sia stato, e lo è ancora oggi, molto conosciuto e apprezzato, questa tradizione è andata un po’ perdendosi poiché nessuno in paese è stato capace di portare avanti con passione questa antica tradizione…al giorno d’oggi infatti, all’interno del paese stesso, sono pochissimi coloro capaci ancora di realizzarlo, ma ancor peggiore è il fatto che non c’è più nessun giovane che intende avvicinarsi a questa antica tradizione con la voglia di imparare…

 

 

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